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Автор:
Морган Райс
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Traduzione italiana a cura di
Immacolata Sciplini
Chi è Morgan Rice

Morgan Rice è autrice della saga epica fantasy di successo su USA Today, L'ANELLO DELLO STREGONE, composta da diciassette libri; della serie di successo APPUNTI DI UN VAMPIRO, composta da undici libri (a cui se ne aggiungeranno degli altri); della serie L'ANTOLOGIA DELLA SOPRAVVIVENZA, thriller post-apocalittico, composto da due libri; e della nuova saga epica fantasy RE E STREGONI, composta da due libri (a cui se ne aggiungeranno degli altri).

TRAMUTATA (Libro #1 in Appunti di un Vampiro), ARENA UNO (Libro #1 de La Trilogia della Sopravvivenza) e UN'IMPRESA DA EROI (Libro#1 de L'Anello dello Stregone) e L'ASCESA DEI DRAGHI (Re e Stregoni—Libro #1) sono tutti scaricabili gratuitamente!

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Che cosa hanno detto di Morgan Rice

“E' un libro che può competere con TWILIGHT e VAMPIRE DIARIES, uno di quei libri che vi catturerà e vi farà leggere tutto in un fiato fino all'ultima pagina! Se siete tipi da avventura, amore e vampiri, questo è il libro che fa per voi!”

--Vampirebooksite.com (su Tramutata)

“La Rice eccelle nel farvi entrare nella storia sin dall'inizio, grazie alla sua grande capacità descrittiva, che trascende la mera descrizione dei luoghi….Ben scritto, ed estremamente veloce da leggere.”–Black Lagoon Reviews (su Tramutata)

“Una storia ideale per i giovani lettori. Morgan Rice ha svolto un ottimo lavoro nel dar vita a continui colpi di scena … Fresco ed unico. La serie ruota intorno ad una ragazza… una straordinaria ragazza! … Facile da leggere ma estremamente incalzante… Merita PG.”

--The Romance Reviews (su Tramutata)

“Ha catturato la mia attenzione fin dall'inizio e non l'ha più lasciata andare…. La storia è una grandiosa avventura, dal ritmo incalzante, ed è ricca di azione sin dall'inizio. Non contiene una sola pagina noiosa.”

--Paranormal Romance Guild (su Tramutata)

“Ricco di azione, amore, avventura e suspense. Mettete le mani su questo libro e ve ne innamorerete perdutamente.”

--vampirebooksite.com (su Tramutata)

“Una grande trama: questo è proprio il libro che avrete difficoltà a mettere via la notte. Il finale mozzafiato è così spettacolare che vi farà venire immediatamente voglia di acquistare il libro successivo, per vedere che cosa accade.”

--The Dallas Examiner (su Amata)

“Morgan Rice si dimostra ancora una volta una narratrice di enorme talento …. Attrarrà un pubblico molto vasto, inclusi i fan più giovani del genere dei vampiri e del fantasy. La storia culmina in un finale mozzafiato che vi sbalordirà.”

--The Romance Reviews (su Amata)
Libri di Morgan Rice

RE E STREGONI

L'ASCESA DEI DRAGHI (Libro #1)

L'ASCESA DEL PRODE (Libro #2)

L'ANELLO DELLO STREGONE

UN'IMPRESA DA EROI (Libro #1)

LA MARCIA DEI RE(Libro #2)

DESTINO DI DRAGHI (Libro #3)

GRIDO D'ONORE (Libro #4)

VOTO DI GLORIA (Libro #5)

UN COMPITO DI VALORE (Libro #6)

RITO DI SPADE (Libro #7)

CONCESSIONE D'ARMI (Libro #8)

UN CIELO DI INCANTESIMI (Libro #9)

UN MARE DI SCUDI (Libro #10)

UN REGNO D'ACCIAIO (Libro #11)

LA TERRA DEL FUOCO (Libro #12)

LA LEGGE DELLE REGINE (Libro #13)

UN GIURAMENTO DI FRATELLI (Libro #14)

UN SOGNO DI MORTALI ( Libro #15)

UN TORNEO DI CAVALIERI (Libro #16)

IL DONO DELLA BATTAGLIA (Libro #17)

LA TRILOGIA DELLA SOPRAVVIVENZA

ARENA UNO: MERCANTI DI SCHIAVI ( Libro #1)

ARENA DUE ( Libro #2)

APPUNTI DI UN VAMPIRO

TRAMUTATA ( Libro #1)

AMATA ( Libro #2)

TRADITA ( Libro #3)

DESTINATA ( Libro #4)

DESIDERATA (Libro #5)

PROMESSA ( Libro #6)

SPOSA ( Libro #7)

TROVATA ( Libro #8)

RISORTA ( Libro #9)

BRAMATA ( Libro #10)

PREDESTINATA ( Libro #11)

Ascolta la serie APPUNTI DI UN VAMPIRO in formato audiolibro!

Copyright © 2012 di  Morgan Rice

Tutti i diritti sono riservati. Fatta eccezione per quanto previsto dalla Legge sul Copyright degli Stati Uniti d'America del 1976, nessuno stralcio di questa pubblicazione potrà essere riprodotto, distribuito o trasmesso in qualsiasi forma o mezzo, né inserito in un database o in un sistema di backup, senza che l'autore abbia prestato preventivamente il consenso.

La licenza di questo ebook è concessa soltanto ad uso personale. Questo ebook non potrà essere rivenduto o trasferito ad altre persone. Se desiderate condividere questo libro con altri, vi preghiamo di acquistarne una copia per ogni richiedente. Se state leggendo questo libro e non l'avete acquistato, o non è stato acquistato solo a vostro uso personale, allora restituite la copia ed acquistatela. Vi siamo grati per il rispetto che dimostrerete alla fatica di questa autrice.

Questa è un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, aziende, organizzazioni, luoghi, eventi e fatti sono il frutto dell'immaginazione dell'autrice o sono utilizzati a puro scopo d'intrattenimento. Qualsiasi somiglianza a persone reali, viventi o meno, è frutto di una pura coincidenza.

Copyright immagine di copertina di Subbotina Anna, su licenza di Shutterstock.com.

 
“Le nostre volontà e i nostri destini viaggiano in direzioni opposte,
Sicché i nostri strumenti sono sempre rimossi;
I nostri pensieri ci appartengono, la loro fine ci è sconosciuta.”
 
--William Shakespeare, Amleto


CAPITOLO UNO

Caitlin Paine era nel retro del Bar Pete's, insieme a Caleb, Sam, Polly e una dozzina di poliziotti, e guardò fuori dalla finestra aperta e rotta, nella notte illuminata dai lampeggianti delle auto della polizia. Si chiese che cosa potesse essere accaduto a sua figlia. Scarlet, l'amore della sua vita, era là fuori da qualche parte, sola, probabilmente spaventata, e quel pensiero la stava distruggendo. Più della scomparsa della figlia feriva ancora di più Caitlin il pensiero di quello che era diventata, il ricordo di lei, l'ultimo sguardo che le aveva dato prima di scappare dalla finestra. Quella non era sua figlia.

Era qualcosa d'altro.

Caitlin rabbrividì a quel pensiero e provò a cancellarlo dalla mente, sebbene sapesse che era vero. Aveva lottato contro quell'idea per tutto il tempo, imponendosi di non credere che Scarlet non fosse più umana, che fosse davvero un vampiro. Caitlin aveva litigato con Aiden, con il prete, con Caleb e, soprattutto, con se stessa, sperando, desiderando che ci fosse ancora un'alternativa. Non aveva più la forza di lottare. Non aveva altre spiegazioni.

Il cuore della donna tremò, mentre aveva lo sguardo puntato verso la notte. Lo aveva visto  con i suoi stessi occhi, ne era stata testimone. La sua ragazza si era trasformata, si era nutrita di quell'uomo, aveva acquisito una forza sovrumana. Aveva scaraventato quell'uomo così grosso  contro il muro, come se fosse stato uno stecchino – ed era scappata via nella notte così velocemente, in un battito di ciglia, da farle pensare che non ci sarebbe stata alcuna occasione per farla tornare umana. Non c'era neppure il modo – Caitlin lo sapeva – di poterla riprendere. Anche la polizia, in effetti, stava perdendo il suo tempo.

Inoltre, quella notte era diverso, perché non era stata l'unica ad assistere alla scena con i propri occhi. Caitlin aveva visto l'espressione sui volti di Caleb, Sam e Polly, e poté scorgerlo nei loro occhi: era uno sguardo di shock, che esprimeva paura del soprannaturale. Scarlet, la persona a cui tutti volevano più bene al mondo, non era più lei.

Era invece un qualcosa che si trovava negli incubi, nei racconti e nelle leggende, qualcosa che Caitlin non aveva mai osato immaginare di vedere in vita sua. Non solo la scioccò vedere Scarlet in quel modo, ma era stata anche la sua intera visione del mondo a farlo. Come poteva una cosa del genere esistere davvero? Come potevano esserci altri esseri oltre agli umani sul pianeta?

“Signora Paine?”

Caitlin si voltò e vide un agente di polizia accanto a lei, con penna e carta in mano,  che  la osservava pazientemente.

“Ha sentito la mia domanda?”

Caitlin, tremando, confusa, scosse lentamente la testa.

“Mi scusi,” lei rispose, con la voce roca. “Non l'ho fatto.”

“Le ho chiesto: dove pensa che sua figlia possa essere andata?”

Caitlin sospirò, riflettendo. Se si fosse trattato della vecchia Scarlet, avrebbe potuto rispondergli facilmente. A casa di un'amica; in palestra, ad un appuntamento, al campo di calcio….

 

Ma con la nuova Scarlet, lei non ne aveva idea.

“Magari lo sapessi,” rispose infine.

Si fece avanti un altro agente.

“Ci sono delle amiche dalle quali potrebbe essere andata?” lui insisté. “Un ragazzo?”

Alla parola ragazzo, Caitlin si voltò e scrutò la stanza, esaminando e cercando qualsiasi segno del misterioso ragazzo che era apparso in quel bar. Sage, lui aveva detto. Così semplice, una sola parola, come se lei dovesse sapere chi fosse. Caitlin dovette ammettere che non non aveva mai incontrato qualcuno come lui. Emanava una forza più grande di chiunque altro avesse mai conosciuto, ed era un adulto piuttosto che un adolescente. Era tutto vestito di nero; i suoi occhi splendenti e gli zigomi cesellati lo avevano fatto apparire come se provenisse da un'altra epoca.

La cosa più strana di tutte era che Caitlin rammentava ciò che lui aveva fatto a quegli uomini in quel bar. Aveva pensato che Caleb e Sam fossero più che in grado di cavarsela da soli ma quel ragazzo aveva avuto il sopravvento in poco tempo, diversamente da loro, abbattendo tutti quegli uomini in un batter d'occhio. Chi era? Perché era lì?

E perché stava cercando Scarlet?

Mentre lei si guardava attorno, Caitlin non scorse alcun segno di lui. Anche Sage in qualche modo era sparito. Qual'era la sua connessione con Scarlet? la donna si chiese. Il suo istinto materno le disse che, in qualche modo, quei due erano assieme. Ma lui chi era? Il mistero non faceva altro che infittirsi.

Caitlin non si sentiva pronta a dirlo alla polizia; era tutto fin troppo strano.

“No,” Caitlin mentì, con voce tremante. “Non che io sappia.”

“Lei ha detto che c'era un ragazzo, un ragazzo che era qui con voi, coinvolto nella lite?” chiese un altro poliziotto. “Conosce il suo nome?”

Caitlin scosse la testa.

“Sage,” Polly s'intromise, avanzando. “Ha detto di chiamarsi Sage.”

Per qualche ragione, Caitlin non aveva voluto riferirlo; si sentiva protettiva nei suoi confronti. E sentiva anche, non riusciva a spiegare come, che neppure Sage fosse umano—e non era pronta a dirlo alla polizia, perché temeva che le avrebbe nuovamente dato della pazza.

I poliziotti restarono lì, a trascrivere il nome del ragazzo, e lei si chiese che cosa avrebbero fatto.

“E tutti quei vermi qui dentro?” Polly continuò, guardandosi intorno con sgomento. “Tutti quegli idioti che hanno dato inizio alla zuffa? Non li arrestate?”

I poliziotti si lanciarono uno sguardo goffo.

Uno di loro si schiarì la gola.

“Abbiamo già arrestato Kyle, l'uomo che ha aggredito sua figlia,” l'agente disse. “Per quanto riguarda gli altri, ecco, ad essere franchi, è la loro parola contro la vostra—visto che hanno attribuito a voi l'inizio della lite.”

“Non è vero!” Caleb disse, avanzando con fare concitato, furioso. “Siamo venuti qui a cercare mia figlia—e loro hanno provato a fermarci.”

“Come ho detto,” il poliziotto disse, “è la vostra parola contro la loro. Hanno detto che voi avete dato il primo pugno—e francamente, sono messi peggio di voi. Se li arrestiamo, dobbiamo arrestare anche voi.”

Caitlin stette a guardarli, ribollendo per la rabbia.

“E mia figlia?” lei chiese. “Come pensate di trovarla?”

“Signora, posso assicurarle che i nostri uomini sono tutti fuori a cercarla in questo momento,” il poliziotto disse. “Ma è davvero difficile cercare qualcuno, quando non sappiamo neanche dove lei sia andata—o perché. Ci occorre un movente.”

“Ha detto che è corsa via,” intervenne ora un altro agente, avanzando. “Non comprendiamo. Perché correre? Voi siete arrivati. Lei era con voi. Era al sicuro. Dunque, perché è fuggita?”

Caitlin guardò Caleb e gli altri, e tutti ricambiarono il suo sguardo con incertezza.

“Non lo so,” la donna rispose onestamente.

“Allora perché non ha provato a fermarla?” chiese un altro agente. “O a rincorrerla?”

“Lei non capisce,” Caitlin disse, provando a dare un senso alla cosa. “Lei non è semplicemente scappata; è balzata. E' stato come … osservare un cervo. Non saremmo riusciti a prenderla, neanche se ci avessimo provato.”

Il poliziotto guardò scettico i colleghi.

“Mi sta dicendo che, tra tutti questi adulti qui presenti, nessuno ha almeno provato a prenderla? Che cos'è, una sorta di atleta olimpica?” lui disse, deridendoli, scettico.

“Ha bevuto stasera, signora?” chiese un altro poliziotto.

“Ascolti,” Caleb scattò, avanzando, “mia moglie non sta inventando nulla. Anch'io l'ho visto. Tutti l'abbiamo visto: anche suo fratello e sua moglie. Tutti e quattro noi. Pensa forse che vediamo tutti delle cose?”

Il poliziotto trattenne una mano.

“Non c'è bisogno che lei stia sulla difensiva. Facciamo tutti parte della stessa squadra. Ma prestate attenzione alle vostre parole: mi avete detto che vostra figlia corre più in fretta di un cervo. Ovviamente, questo non ha alcun senso. Forse, siete tutti sconvolti per la zuffa. Talvolta, le cose non sempre sono come sembrano Quello che sto cercando di dire, è che non è tutto improvvisato.”

L'agente si scambiò uno sguardo scettico con il compagno, che si fece avanti.

“Come ho detto, i nostri uomini sono lì fuori, cercando vostra figlia. Nove volte su dieci, i ragazzi che scappano, tornano a casa. O a casa di un'amica. Perciò, il miglior consiglio che posso darvi è tornare proprio a casa, e aspettare. Scommetto che tutto quello che in questo caso è accaduto è che lei ha voluto rompere un po' le regole e uscire per una serata da adulta, recandosi in un bar a bere, e le cose sono un po' sfuggite di mano. Forse, ha incontrato un ragazzo al bar. Quando voi siete arrivati, lei probabilmente se ne è andata via, perché si è sentita in imbarazzo. Tornate a casa, scommetto che lei vi sta aspettando,” l'agente concluse, come se chiudesse ordinatamente la faccenda.

Caitlin scosse la testa, sopraffatta dalla frustrazione.

“Lei non capisce,” lei disse. “Non conosce mia figlia. Scarlet non frequenta i bar. E non interagisce con gli uomini estranei. E' venuta qui perché stava soffrendo. E' venuta qui, perché non aveva un altro posto dove andare. E' venuta qui, perché si sta trasformando. Capisce? Trasformando.”

I poliziotti la guardando, pensando che fosse pazza; Caitlin odiava quello sguardo.

“Trasformando?” quelli ripeterono, come se lei avesse perso la testa.

Caitlin sospirò, disperata.

“Se voi non la trovate, la gente là fuori si farà male.”

L'agente mostrò un'espressione accigliata.

“Si farà male? Che cosa intende? Sua figlia fa del male alla gente? E' armata?”

Caitlin scosse la testa, mostrandosi più che frustrata. Questi poliziotti locali non le avrebbero mai creduto; stava soltanto sprecando fiato.

“E' disarmata. Non ha mai fatto del male ad anima viva. Ma, se i vostri uomini la trovano, potrebbero non essere in grado di fermarla.”

I poliziotti si scambiarono un'altra occhiata, come se fossero giunti alla conclusione che Caitlin fosse pazza, poi le diedero la schiena, e si recarono nella stanza accanto.

Quando Caitlin li vide andarsene, si voltò e poi guardò fuori, attraverso il vetro rotto, nella notte.

Scarlet, lei pensò. Dove sei? Torna a casa da me, piccola mia. Ti voglio bene. Mi dispiace. Qualsiasi cosa io abbia fatto per offenderti, mi dispiace. Ti prego, torna a casa.

La cosa più strana di tutte, Caitlin realizzò, era che, mentre lei pensava a Scarlet là fuori, da sola nel cuore della notte, non provava alcun timore per la figlia.

Invece, provava timore per tutti gli altri.

CAPITOLO DUE

Kyle era seduto sul sedile posteriore dell'auto della polizia, con le manette ai polsi e le mani dietro alla schiena, guardando le sbarre nella vettura, e sentendosi in un modo che non aveva mai conosciuto prima. Qualcosa stava cambiando dentro di lui, non sapeva cosa, ma lo sentiva ribollire dentro. Quella sensazione gli rammentò di quando si era fatto di eroina, quel primo trambusto che aveva provato quando l'ago aveva toccato la pelle. Questa nuova sensazione era come un calore ustionante, dentro le vene – accompagnato da un senso di forza incredibile. Si sentì sopraffatto dalla forza, come se le vene potessero esplodere dalla pelle, come se il suo sangue stesse aumentando dentro di lui. Si sentiva più forte di quanto non fosse mai stato nella sua vita, la pelle gli pizzicava la faccia e la fronte, e dietro il collo. La portata della forza dentro di lui era qualcosa che non riusciva a comprendere.

Ma a Kyle non importava; fino a quando la forza fosse stata presente, lui l'avrebbe accolta senza problema. Guardò con occhi annebbiati, mentre il mondo si tingeva di rosso, tornando lentamente a mettere a fuoco. Oltre le sbarre della gabbia, poté vedere due agenti di polizia.

Quando il ronzio nelle orecchie cominciò ad attenuarsi, cominciò a sentire la loro conversazione, inizialmente attenuata.

“Questo starà fuori dai piedi a lungo,” uno disse all'altro.

“Ho sentito anche che era appena uscito. Uno schifo per lui.”

I due cominciarono a ridere, e il suono irritante giunse dritto alla testa di Kyle. La vettura corse lungo l'autostrada, con i lampeggianti accesi, e Kyle divenne sempre più consapevole dei dintorni, cominciando a capire dove si trovasse. Era sulla stessa Route Nine, diretto verso la prigione, il luogo in cui aveva trascorso gli ultimi quindici anni della sua vita. Stava rimettendo insieme i pezzi di quella notte: quel bar … quella ragazza … stava per possederla, quando …qualcosa era accaduto. Quella puttanella lo aveva morso.

Improvvisamente si rese conto di quello che era avvenuto, proprio come fosse investito da un'onda. Lei lo aveva morso.

Kyle provò ad allungare le braccia verso l'alto e a tastare il collo – i due segni stavano pulsando – ma poi si fermò; realizzò di avere le mani ammanettate dietro la schiena.

Kyle mosse le braccia, e con stupore, ruppe le manette senza alcuno sforzo. Tirò su i polsi stupito, guardandoli, scioccato dalla sua stessa forza. Le manette erano state messe male? Le guardò pendere davanti a lui, e si chiese: Come poteva esserci riuscito?

Kyle allungò in alto le braccia e sentì i due fori sul collo; questi bruciavano, come se il morso gli avesse penetrato le vene. Restò seduto lì, guardando le manette pendenti, e si chiese se i vampiri esistessero. Era possibile?

Kyle allargò il sorriso. Era giunto il momento di scoprirlo.

Kyle prese le manette pendenti e le mise contro la gabbia davanti a lui.

I due poliziotti si voltarono e guardarono, e stavolta non stavano ridendo; ora, i loro volti esprimevano uno stato di shock. Le mani di Kyle erano libere, le manette aperte, e lui le aveva lasciate appese lì, sorridendo, mentre continuava a stare nella gabbia.

“Maledizione,” un agente disse all'altro. “Non l'hai ammanettato, Bill?”

“L'ho fatto. Ne sono sicuro. L'ho ammanettato più stretto possibile.”

“Non abbastanza stretto,” Kyle ringhiò.

Un poliziotto prese la pistola, e l'altro pigiò il piede sui freni.

Ma non abbastanza in fretta. Con incredibile velocità, Kyle si allungò, spezzò le grate di metallo come fossero uno stecchino, e scivolò sul sedile anteriore.

Kyle puntò al poliziotto seduto al lato passeggero, gli sottrasse la pistola dalle mani, e poi, si abbassò e gli diede una gomitata così forte, da spezzargli il collo.

L'altro poliziotto sterzò, e l'auto sfrecciò lungo l'autostrada mentre Kyle si allungò, afferrandolo per il lato posteriore della testa, e gli diede una testata. Un suono nauseante si diffuse nell'aria, mentre il sangue del poliziotto zampillava su Kyle. Con l'auto che sbandava fuori controllo, Kyle cercò di afferrare il volante—ma era giá troppo tardi.

La vettura della polizia finì nell'altro lato dell'autostrada, e il suono dei clacson riempì l'aria, mentre si schiantava contro un'auto proveniente dalla direzione opposta.

Kyle finì per volare con la faccia nel parabrezza, cadendo sull'autostrada, rotolando e rotolando, ma non in tempo—e Kyle sentì il petto schiantarsi, quando l'auto lo schiacciò.

La vettura stridette, fermandosi mentre Kyle giaceva lì, respirando affannosamente, e una donna sui trent'anni uscì, urlando, piangendo, mentre corse verso Kyle, disteso sulla schiena.

“Oh mio Dio, sta bene?” lei disse velocemente. “Ho provato a fermarmi in tempo. Oh mio Dio. Ho ucciso un uomo! Oh mio Dio!”

La donna era isterica, inginocchiata accanto a lui, in lacrime.

Improvvisamente, Kyle aprì gli occhi, si tirò su, e guardò la donna.

Questa smise di piangere e rimase immobile a guardarlo scioccata, con gli occhi spalancati come fari.

 

Kyle sorrise, si allungò e affondò le sue belle zanne, che si allungavano sempre di più, nella sua gola.

Fu la più grande sensazione della sua vita.

La donna urlò mentre lui beveva il suo sangue, saziandosi finché lei non perse i sensi tra le sue braccia.

Kyle si alzò in piedi, soddisfatto, e si voltò per scrutare l'autostrada vuota.

Si strinse il colletto, tolse le pieghe dalla camicia, e fece il primo passo. Avrebbe ricavato  molte soddisfazioni da questa città—e avrebbe cominciato con Scarlet.


Издательство:
Lukeman Literary Management Ltd
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